Ellie’s Town

il mio piccolo paesello, se vi fermate sarete i benvenuti

I SCALACOLORATI TORNANO A TECA!

ITER: viaggiatori al tempo del design

dal 03 al 06 luglio 2008 presso Teca Verona

Siamo lieti di invitarvi alla mostra-evento ITER, promossa dall’Associazione Culturale Scalacolore.

L’evento si svolgerà presso lo spazio Teca in Via Basso Acquar a Verona al 3 al 6 luglio p.v. e riunirà i lavori e le performances di molti professionisti  provenienti dai settori della comunicazione, del design e del mondo creativo.

Questa seconda edizione promuove l’esposizione di produzioni legate al tema comune del viaggio, sviluppato dal network di creativi, fotografi, designers e comunicatori che formano l’Associazione.

L’evento, promosso dall’Associazione Culturale Scalacolore, alla sua seconda edizione, è patrocinato dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Verona e vedrà come partner attivi marchi importanti sul territorio nazionale come Fuorisalone (Milano), Fuoribiennale e molti altri! Inoltre esso, sarà ospite dell’Associazione Turn a Torino (World Design Capital) in ottobre 2008.

Come lo scorso anno, oltre alla mostra, ci saranno una conferenza e dei workshop con la partecipazione di relatori importanti provenienti da realtà vicine al design, alla comunicazione e al mondo della creatività in generale, sia a livello nazionale che internazionale, e ogni serata sarà “condita” da aperitivi musicali, concerti e dj set.

Trovate tutto nel programma allegato.

L’evento è gratuito!

Per infos…. www.scalacolore.it

Vi aspettiamo numerosi!

Programma evento

Giovedì 3 luglio

Ore 11:00 Laboratorio con i bambini “CON LA VALIGIA IN MANO”
_________a cura dello studio Duemaninonbastano (Milano).

Ore 17:30 Inaugurazione Mostra e aperitivo musicale.
_________Dj set JENNIFER MANZO & JOHN MARANGONI electro club (Verona).

Ore 21:00 Live performance DA SPUMA electro pop rock (Verona).

Ore 22:00 Live concert AH, WILDNESS! indie soul punk (Como).

Ore 23:00 Dj set VIKI - BIG CITY NIGHT soul disco surf (Milano).

Venerdì 4 luglio

Ore 15:00 Inizio Workshop “DESIGN COMEDY” a cura dello studio Kmzero (Firenze)

LPS Records Presents:

Ore 18:00 dj set FATTANZA BLU - DJ AGHILS funk roots rap (Verona).

Ore 21:00 Live concert ELISHA GREY electro sperimentale (Verona).

Ore 22:00 Live concert ANITA NUIT new wave post punk (Verona).

Ore 23:00 A night with LPS Records
_________Dj set NOX + TURBO “LOUD Futureground”
_________groovy boogie soulful spacey disco funk (Verona-Milano).

Sabato 5 luglio

Ore 11:00 Conferenza “DIVERSITÀ E CONTAMINAZIONI CREATIVE”

_________Moderatore:
_________Cristiano Seganfreddo (Direttore Fuoribiennale)

_________Relatori:
_________Federico Galvani (Presidente Associazione Culturale Scalacolore)
_________Marco Rainò (Presidente Associazione Culturale TURN - Torino)
_________Michele d’Alena (Progetto Crossmode - Milano)
_________Nicola Zanardi (Hublab, Italian Applications - Milano)
_________Cristian Confalonieri (Fuorisalone.it - Milano)
_________Mosè Franchi (Responsabile Comunicazione Canon Italia)
_________Marco Cenderelli (Expand - Svezia)

Ore 13:00 Buffet

Ore 16:30 Confini Creativi incontro/racconto di storie vissute creativamente
_________a cura di Orchestra Mimisma.

_________Megunica: progetto multimediale di Lorenzo Fonda e Blu
_________Bicycle Film Festival: Giovanni Pesce presenta il film festival itinerante

Ore 19.00 Aperitivo musicale e dj set: LEMMIE ACTION VS. CHECCO funky garage (Verona).

Ore 21.00 Live concert TIGER SHIT! TIGER! TIGER! new wave post punk (Foligno).

Ore 22:00 Live concert HOME rock pop (Verona).

Ore 23:00 Dj set ROOTS SOUND SYSTEM:
_________H3NRY, TWICE, ELECTROPIXEL
eclectic dj-set (Verona).

Domenica 6 luglio

Ore 15:00 Presentazione laboratorio “CON LA VALIGIA IN MANO”.

Ore 18.00 Aperitivo musicale e presentazione Workshop.
_________Dj set MOYRA female minimal techno (Verona).
_________Dj set ZOOD male minimal techno (Verona).

Ore 20:00 Live concert Q indie electro (Genova).

Ore 22:00 Live concert SUPERGONZO alternative punk (Verona).

Ore 23:00 Dj set JENNIFER MANZO & JOHN MARANGONI electro club (Verona).

All’interno della mostra sarà sempre attivo il servizio bar a colori.
Apertura mostra dalle ore 11.00

Ingresso Gratuito

Il cacciatore di aquiloni

Con molto ritardo e dopo mesi passati a lavorare solamente, torno finalmente a scrivere di ciò che mi fa stare bene e di ciò che aiuta la mia mente ad ampliarsi veraso nuovi orizzonti.

Vi parlo di un film che ho atteso a lungo e che sono andata a vedere non appena è uscito, ma non prima di averne letto il libro, che oltretutto trovate su questo blog da me recensito.

Parlo del film tratto dal libro “Il cacciatore di aquiloni”, libro ormai di culto scritto da Khaled Hosseini e ambientato in Afghanistan.

L’ho amato e assaporato, pagina dopo pagina, ho pianto e riso e visto con gli occhi dello scrittore un paese che è tristemente noto per la guerra che da molti anni imperversa in quei luoghi.

La colonna sonora superba colpisce già dalle prime scene, si viene subito catapultati in un mondo che io fatico a capire ma che comunque provo a comprendere per cercare le motivazioni che portano alcuni uomini a credere così fortemente in un modo di vivere le relazioni così paradossale da non credere che sia reale.

La storia è triste ma costruttiva, il lieto fine dopo tanto soffrire appaga lo spettatore che esce dalla sala forte di convinzioni che dovrebbero essere basilari: l’amicizia vera ci accompagna in ogni momento, attraverso periodi burrascosi e densi di imprevisti, l’amicizi vera non si rinnega anche se le situazioni ci portano ad allontanarci per brevi o lunghi periodi.

E’ la storia di un uomo che cresce il proprio figlio in un paese chiuso ai cambiamenti, estremamente conservatore e intriso di religiosità. Un uomo che però si distingue e che a avuto un figlio da una donna di etnia considerata inferiore, da una serva. E’ la storia di due ragazzini che crescono insieme sotto lo stesso tetto e che dopo anni scopriranno di essere fratelli, e per riscattare la memoria dell’amico non esiterà ad affrontare la guerra e e mille peripezie, rischiando la vita per riconquistare la proprio dignità.

Un viaggio interiore contenuto in un viaggio fisico, da un continente ad un altro, un viaggio di redenzione che porterà alla crescita e alla maturità.

Caldamente consigliato, ma solamente dopo averne letto il libro.

Io non sto fermo: io mi muovo! Nanni Moretti in Caos calmo

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Eccezionale film che io vi consiglio caldamente.
Andate a vederlo pure da soli, esattamente come ho fatto io domenica sera, di ritorno da San Bonifacio dopo un concerto jazz di cui prossimamente scriverò.
È un film che andrebbe visto dopo avere letto il romanzo di Sandro Veronesi, dal quale è tratto.
Cosa mi ha colpito di questo film? L’interpretazione che Nanni Moretti ha regalato a tutti gli amanti del cinema e dei film che hanno ragione d’essere; l’animo umano viene scandagliato e messo a nudo, nella sua fragilità e nella sua immensa vulnerabilità.
La morte è difficile per chiunque, non è semplice affrontarla: bambini e adulti vengono messi sullo stesso piano. Né gli uni né gli altri la sanno affrontare e tanto meno sanno comunicare le sensazioni forti che ciò fa loro provare.
Moretti ci porta in un viaggio interiore, che parte con la morte della moglie, attraverso le molteplici stagioni che il suo cuore attraverserà, fino alla digestione della perdita, per poi fiorire a nuova vita.
Eccezionale! Davvero.
La scena che più mi ha colpita? Non voglio banalizzare, non citerò la scena che per molti ha fatto scandalo (con Isabella Ferrari).
La figlia dirà al padre che cosa desidera ricevere come regalo a Natale: che lui ritorni alla vita di tutti i giorni, lasciando libera pure lei di farlo.
Perle di saggezza.

ABEO e SCALACOLORE: calendario delle boyband veronesi

Vi segnalo un’iniziativa degna di lode, non solo per il fatto di avere volutopubblicizzare le band versonesi che popolano i locali di provincia e dintorni, ma soprattutto per il nobile gesto: il ricavato della vendita di questi calendari verrà interamente devoluto all’associazione ABEO, un’associazione veronese con sede nell’Ospedale di Borgo Roma che si occupa delle cure pediatriche rivolte a bambini oncologici e di dare un supporto alle loro famiglie.
Direi che non avete scuse per non comprarne una copia!
Per informazioni visitate il sito:
ScalaColore
Ovviamente non posso esimermi dal segnalarvi le foto migliori:

- gennaio con i Fake P

(Foto Monica Tarocco - Design Elisa Paiola e Francesco Bonetti)

- ottobre con gli Home

(Foto Monica Tarocco - Design Elisa Paiola)

Evviva.

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Vi segnalo altresì la foto del gruppo CANADIANS, realizzata dal fotografo Federico Padovani e dai designer Sebastiano Boni e Riccardo Albertini.

Tutti i diritti di questa fotografia sono riservati e appartengono alla fotografa Monica Tarocco e ai relativi designer. La copia o la riproduzione vanno comunicate alla sottoscritta che chiederà il permesso alla proprietaria.

Fate i bravi!

Sogni e delitti - La trilogia londinese si è conclusa

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Ultima fatica del grande Woody Allen, film girato a Londra e che va ad unirsi a Match Point, con Scarlett Johansonn e Jonathan Rhys Meyers, e Scoop con Hugh Jackmann e la stessa Johansonn.
Il film inizia con un’immagine splendida di un porto di Londra, con le barche attraccate in modo regolare e con un cielo spettacolare: nubi bianche cumuli nembi da fare pensare al cielo in estate. I due protagonisti arrivano di gran carriera per andare a contrattare sul prezzo di quella che sarebbe divenuta di lì a poco la loro nuova barca. La vita scorre veloce e senza problemi: Terry, il meccanico, scommette sulle corse dei cani, Ian invece fa la bella vita, guida le macchine dei clienti di Terry e scarrozza in giro le sue dolci donzelle.
Un giorno Terry informa il fratello di avere perso molti soldi giocando a carte. La fine, o meglio l’inizio delle avventure che ci vengono propinate: per uscire dai guai chiedono aiuto al loro zio che vive in Cina. Scopriranno così che non è per niente la brava persona che credevano che fosse: chiederà loro di uccidere una persona, poi la cosa sfuggirà loro di mano e Ian tenterà di uccedere il fratello. Chi avrà la meglio?
Diciamo che nonostante io abbia lottato a lungo per tenere gli occhi aperti, causa stanchezza accumulata durante la settimana, il film mi è piaciuto assai e ve lo consiglio caldamente. Certo, andateci riposati, perché in diversi momenti ho rischiato che la testa mi cadesse penzoloni di lato :-)

L’amore ai tempi del colera

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(locandina trovata su http://www.mymovies.it)
Film basato sul romanzo scritto da Gabriel Garcia Marquez che ho deciso di andare a vedere ieri sera al cineforum, accompagnata da mia mamma. Sapendo che nel cast ci sarebbe stata Giovanna Mezzogiorno, accompagnata da Javier Bardem (già visto in Marea dentro) ho pensato che sarebbe stato un successo.
Non mi sbagliavo.
Appena le scene hanno iniziato a susseguirsi una dietro l’altra, lentamente ma con cadenza continua e ritmata dalle splendide musiche composte dall’italiano Antonio Pinto, mi sono lasciata traspotare in un mondo lontano, dove ancora non sono stata, ma dove posso andare ogni volta che voglio, chiudendo gli occhi.
Si narra la storia di Florentino Ariza, giovane ragazzo romantico dalla vena poetica che vive facendo il telegrafista, uomo che conoscerà la ragione del suo vivere non appena i suoi occhi si poseranno sul bel viso di Fermina Daza. Tra loro scoppia una passione infuocata, coltivata e aumentata dall’impossibilità di vedersi soli per pochi minuti. Ci si trova in Colombia alla fine dell’ottocento e le usanze vedono ancora il padre decidere a chi donare la figlia in sposa, sempre per tornaconto personale.
Florentino inizierà a scrivere lunghe ed appassionate lettere d’amore all’amata Fermina, la sua Dea Incoronata, si scambieranno la promessa di amarsi fino all’eternità senza mai essersi sfiorati ma anelando a vivere finalmente quel momento, che sarà ancora più prezioso e intenso perché desiderato.
La vita però non sarà clemente con loro, e Fermina, seguendo il volere del padre, sposerà un altro uomo col quale avrà diversi figli e col quale condurrà un’esistenza di felicità solo apparente. Nel cuore di Fermina rimarrà sempre Florentino.
Lui cadrà in profonda depressione, per la disperazione della povera madre, finché un giorno deciderà di non lasciarsi morire d’amore ma di provare a sopravvivere, accontentandosi di tutte le donne che incontrerà lungo il cammino che lo porterà alla fine tra le braccia di Fermina.
La aspetterà per più di cinquant’anni! E alla fine riusciranno a vivere gli ultimi anni della loro vita, con delicata passione e un dolce e composto amore.
Splendida interpretazione della Mezzogiorno, se c’erano dubbi (ovviamente no) con questo film merita un posto tra le stelle più fulgenti di Hollywood.
Personalmente, mi è molto piaciuta l’intepretazione di Bardem, e con questo rispondo a chi lo ha accusato di essere troppo mono espressivo e “pesante”, colpa di una fisicità che, al contrario, lo ha aiutato a rivestire il suo personaggio di tutta la pacatezza, di tutta l’educazione e la conoscenza che solamente lui poteva dargli.
Bellissima storia d’amore, che fa ripensare alle relazioni che si vivono oggigiorno.
Ritornare alle radici, ritornare a dare importanza al sapere aspettare, al sapere dosare le proprie attenzioni, al non volere bruciare le tappe o al volerle bruciare troppo in fretta.
A questo punto è obbligatorio andare a leggere il romanzo dal quale è tratto.

Io sono leggenda. Will Smith e il successo è assicurato.

Io sono leggenda
Tratto dall’omonimo libro “Io sono leggenda” di Robert Matheson
Film di Francis Lawrence
e con Will Smith nel ruolo del protagonista Robert Neville
Ho visto questo film in compagnia di mia madre, senza avvertirla del fatto che alcune scene l’avrebbero potuta spaventare. Non l’ho avvertita per il semplice fatto che io, per prima, non ricordavo, o meglio, non mi ero sufficientemente informata circa la trama e il genere.
Ahaha che grasse risate quando entrambe, alla prima scena da “ansia a mille” abbiamo sobbalzato sul sedile, e la mamma che poi borbottava: “… ma insomma map nesa te che paura ma dove mi hai portata!!!!”. Ehm ehm meno male poi le è piaciuto il film.
Che dirvi di questo film: sono andata a vederlo senza avere letto il libro di Robert Matheson, che si dice sia l’iniziatore e vero e proprio maestro del genere fantascientifico e dell’ orrore. Da un altro suo libro è stato tratto un altro film che adoro: “Al di là dei sogni”.
Scenario apocalittico: New York completamente deserta, sterminata da un virus letale che ha ucciso i più e trasformato alcuni in essere smaniosi e assetati di sangue, allergici ai raggi ultravioletti e quindi costretti a vivere di notte, mentre il giorno si nascondo negli edifici abbandonati, al buio completo. Il nostro protagonista è l’unico ad essere risultato immnue al vuris che si diffonde per via aerea e pure a quello per contatto. Non riesce tuttavia a creare un siero col suo sangue, per potere salvare le persone rimaste.
alla fine ci riuscirà col sangue di una donna infettata, ma si sacrificherà per poterlo fare avere a chi ne ha bisogno.
Bellissima interpretazione di Will Smith, se ci fossero stati dubbi a riguardo con questa prova ha dato a tutti la dimostrazione del suo valore.

Bianco e nero. Fabio versus Ambra.

Bianco e nero
Ultimo film di Cristina Comencini, per alcuni amici che conosco il solo conoscere il regista potrebbe essere garanzia di un film ben fatto, di successo, piacevole.
Per me è sempre stato l’attore a fare la differenza, non so perché: un regista deve essere bravo nel dirigere e nel far fare all’attore ciò che da lui pretende, ma l’attore stesso è poi chiamato ad essere vero e autentico nell’esprimere sotto forme gestuali le diverse emozioni che deve far arrivare al pubblico.
Seguo Fabio Volo da molto tempo, da quando faceva il dj a quando poi è passato a fare i programmi innovativi su Mtv (Italo-Spagnolo e Italo-Francese). Ho letto alcuni suoi libri (Esco a fare due passi, È una vita che ti aspetto, Il giorno in più) e sono sempre più convinta che sia un talento fiorito e sbocciato del tutto.
Di Ambra Angiolini ricordo gli esordi in quel di “Non è la Rai” e devo dire che da allora il suo percorso formativo personale e lavorativo è progredito notevolmente: trovo che si sia trasformata in una splendida donna, consapevole della sua femminilità, della sua intelligenza e del suo essere “normale” e non femme fatale. La sua bellezza affascina non tanto per la sua inarrivabilità , bensì perché dotata di ironia e savoir faire fuori dalla norma, che non appartiene solitamente alle nostre soubrettine che popolano i programmi televisivi.
Film che affronta un argomento sempre attuale, soprattutto per chi come me vive in una regione del Nord Italia, tra le più razziste credo.
Mi è piaciuto come è stato sviluppato l’argomento e mi sono piaciute le interpretazioni dei rispettivi attori; forse il finale è stato banalizzato e si è voluto forzare un lieto fine che molte volte nn corrisponde alla realtà. Complimenti comunque, mi ha portato a riflettere e a mettere in discussione alcune poche certezze che credevo fossero giuste così.
Consigliato.

Carlo Atti a San Bonifacio: appuntamento jazz.

Carlo Atti
Carlo Atti a San Bonifacio
Sassofonista tenore
accompagnato da
Nico Menci (pianoforte)
Moreno “Roy” Mastella (contrabbasso)
Massimo “Max” Dall’Omo (batterista)
Pomeriggio alternativo, pomeriggio stupendo passato in quel di San Bonifacio grazie all’invito di un’amica che mi ha segnalato l’iniziativa, arrivata ormai al terzo anno di vita, portata avanti dal comune di San Bonifacio: Appuntamento jazz della domenica pomeriggio, ore 17. Ogni quindici giorni, per un totale di circa quattro o cinque incontri, artisti jazz invitati ad intervenire da un organizzatissimo e appassionato Moreno “Roy” Mastella, contrabbassista per passione.
Due ore passate divinamente, ascoltando una musica suonata con estrema tecnica e con un trasporto che facevano cadere la sottoscritta in una soerta di ascolto estatico.
Non conoscevo Carlo Atti, ho scoperto poi che si tratta di uno dei più importanti e bravi artisti che l’Italia può vantare di avere in ambito jazzistico.
Mi è particolarmente piaciuto il suo modo di approcciarsi, timido ma allo stesso tempo deciso e consapevole di dove voleva portarci: un non-luogo dove lasciare vagare la propria mente, dove ciò che conta è solamente essere veri, se stessi senza artifici o modelli precostituiti, autentici nelle emozioni che si vivono e che si mettono in musica.
Impossibile rimanere immobili, impossibile non seguire il ritmo con dita, testa, piedi e corpo.
Eccezionale Carlo Atti. Da seguire.
Perché non siamo un popolo di soli pianisti, ohibò.
Potete trovare delle foto del pomeriggio in questione nel mio spazio su Flickr.
Posterò il video prossimamente su Youtube.

Pay attention please!

Sabato 26 gennaio ore 21

presso Sala Civica a San Bonifacio Carlo Atti e quartetto in concerto. Evento gratuito e aperto a tutti.

Accorrete numerosi.

Ludovico Einaudi al Teatro Nuovo a Verona

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Ludovico Einaudi
Ieri sera, in un Teatro Nuovo gremito e al completo, si è esibito un artista che oserei definire d’altri tempi: Ludovico Einaudi. Mi mancava solo lui della famosa tride Bollani- Allevi -Einaudi, tre artisti eclettici e molto bravi, ma ognuno diverso dall’altro.
Di Bollani ho apprezzato l’arte dell’improvvisazione e la sua capacità comunicativa; di Allevi la sua assoluta tenerezza e dolcezza nell’introdurre i suoi brani, quasi si vergognasse di fronte a così tante persone. Si capisce subito che si tratta di una persona molto gentile.
Dopo aver assistito ai loro concerti, mi sono detta che se ne avessi avuto l’occasione, sarei andata a sentire suonare pure Einaudi.
Figlio di genitori importanti, proprietario della casa editrice omonima, e nipote di un altrettanto famoso politico italiano, Einaudi colpisce per la grazie e la delicatezza delle sue melodie, adatto ad un pubblico forbito ed esigente, elegante e composto.
Siamo arrivati in modesto anticipio, e dopo circa quindici minuti le signorine ci hanno fatto accomodare. Non mi è piaciuta l’organizzazione, e ne approfitto per fare un appunto: se il concerto è già iniziato, i ritardatari vanno lasciati fuori, non si fanno entrare disturbando l’ascolto delle altre persone accorse per l’evento e, soprattutto, il cellulare, ancora di più se si tratta del cellulare della persona addetta al mixaggio dei suoni, va rigorosamente spento!
Detto questo, a parte il troppo freddo causato dall’aria condizionata accesa e male direzionata (infatti mi sono presa l’influenza!) ho apprezzato molto l’esecuzione dell’orchestra diretta da Einaudi.
Nota di demerito, a mio avviso, hanno gli addetti alle immagini video: le ho trovate poco professionali, non venivano inquadrati i musicisti precisi nel momento in cui stavano eseguendo una parte della partitura e troppi “buchi” di stacco tra un’immagine e l’altra. Sembravano essere dilettanti: essendo venuta a vedere Einaudi, mi sarei aspettata molta più precisione e rigore.
Altra cosa che non ho gradito: all’uscita l’azienda Bauli ha gentilmente offerto piccoli omaggi ai signori intervenuti, e ogni volta che qualcosa viene offerto gratuitamente, le persone si accalcano attorno al tavolo senza poi lasciare posto ai successivi. Quanta poca educazione aleggia pure per le vie di Verona.
Ludovico Einaudi
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